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Scheda critica del film:

  

I corti

 

The Millionairs

Regia: Claudio Santamaria
Attori: Sabrina Impacciatore, Peppe Servillo, Massimo De Santis, Giordano De Plano,  Fabio Limongi
Soggetto: Thomas Ott - (graphic novel)
Sceneggiatura: Claudio Santamaria
Fotografia: Vittorio Omodei Zorini
Musiche: Michele Braga
Montaggio: Walter Fasano
Scenografia: Massimiliano Sturiale
Costumi: Mary Montalto
Suono: Andrea Guzzo - (presa diretta)
Produzione: GABRIELE MAINETTI PER GOON FILMS
Distribuzione: LUCKY RED
Origine: Italia, 2017
Durata: 14'

Nel corso di una lunga notte, le strade di un bosco di montagna diventano teatro per una serie di efferati omicidi a opera di diversi personaggi, tutti decisi a impossessarsi di una misteriosa valigetta.

«Della graphic novel di Thomas Ott “The Millionairs”, da cui ho tratto il mio omonimo progetto filmico, mi ha colpito, per prima cosa, la grande forza espressiva delle immagini, che ho trovato assolutamente cinematografiche; il tema, l’umanità incastrata in un circolo vizioso che si ripete all’infinito messo in moto dall’avidità. L’elemento forse più importante è il fatto che fosse senza dialoghi, cosa che mi ha permesso di raccontare la storia utilizzando il cinema nella sua forma più pura, attraverso, cioè, il racconto per immagini» – Claudio Santamaria

The Millionairs è un film breve ambientato a cavallo tra la Lucania e la Calabria. Personaggio fondamentale della storia sono i boschi. Bui, silenziosi e quasi minacciosi per l’ignoto. La natura è teatro della narrazione sin dalla prima scena. Centrale nei 14 minuti è l’idea di un racconto per immagini immerso in toni e atmosfere cupe e quasi impenetrabili. Il suono prende il sopravvento sulla parola e la gestualità e mimica diventano fondamentali.
Tutta la storia si svolge in un arco temporale brevissimo: una notte. Un uomo è in fuga con una valigetta piena di soldi ma il suo non è un felice destino. Buona la prima per Claudio Santamaria! Intuibile, fluido e senza testo il suo primo lavoro da regista. Come fosse un gioco, ben riuscito anche se non del tutto convincente. Avidità, ciclicità, colpa sono le chiavi del corto. La storia ha un inizio e ha una stessa fine. Simbolica. Che The Millionairs sia solo l’inizio, un plot, per dare il via ad un lungo? Il genere fumetto è di certo nelle corte e di Santamaria e di Gabriele Mainetti, coppia che insieme sappiamo essere vincente.
(Margherita Bordino. Artribune

 

59 seconds


RegiaMauro Carraro
Animazione :Thomas CaudronLucas MorandiJérôme MettrauxCyrilleDrevonArnaud Ducor
Distribuzione: Au tour de Minuit
Origine: Italia, Svizzera 2017
Durata: 15’

 

 

La storia d’amore di Bruno e Tiziana, sconvolta dai 59 secondi che scriveranno una delle pagine più tragiche della storia d'Italia: il terremoto che ha devastato il Friuli nel maggio 1976.

Una delle pagine più tragiche della storia d’Italia diventa qui il tessuto narrativo e drammaturgico di una pellicola che in manciata di minuti riesce a trafiggere lentamente e inesorabilmente il cuore e la mente dello spettatore di turno. Per farlo, Carraro si è messo alla guida di una nutrita squadra di animatori (Thomas Caudron, Lucas Morandi, Jerome Metraux, Cyril Drevon, Arnaud Ducor, Florian Durand) dando forma e sostanza a un mix efficacissimo di immagini digitali in bi e tridimensionalità, che hanno il sapore inconfondibile del bozzetto a matita colorata. Tecnica, questa, attraverso la quale l’autore ha trasferito sullo schermo una storia che intreccia vicende familiari con con quelle degli alpini coinvolti. Da questo intreccio è nata una produzione breve di pregevole fattura che – purtroppo per noi – batte bandiera franco-svizzera, nonostante le chiare origini italiane dell’autore, ennesimo talento in fuga da una cinematografia che non riesce a tenersi stretto chi potrebbe un giorno contribuire alla sua causa. Il regista in questione lo ha dimostrato con i fatti, realizzando oltre confine una pellicola capace di sprigionare emozioni cangianti nell’arco della sua timeline. Quest’ultime scaturiscono da una scrittura che ha attinto a piene mani tanto dai ricordi familiari quanto dal passato di una nazione. Privato e pubblico si mescolano senza soluzione di continuità, partendo proprio dai flussi mnemonici e dagli aneddoti dei genitori del regista, Bruno (uno dei sopravvissuti della caserma Pantanali distrutta dal terremoto) e Tiziana, la cui storia d’amore è stata sconvolta proprio da quei 59 secondi.
Quello firmato da Carraro è un dramma nel dramma che si alimenta delle parole e delle sensazioni di quel tempo, appartenenti a una gioventù che ieri come oggi è ancora segnata da una catastrofe naturale che ha lasciato cicatrici profonde non cicatrizzate negli occhi e nelle menti dei protagonisti. Ed è a queste cicatrici che il cineasta si è ispirato per dipingere sullo schermo quadri dolorosi, ma anche carichi di speranza.
(Francesco del Grosso, Cineclandestino)

Scheda a cura di Paolo Filauro




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