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La Stagione 2018 2019

 

 

 

 

 

Il Cineforum Genovese taglia quest’anno il traguardo della sua stagione numero sessantasette con l’impegno a rinnovare la proposta del suo discorso, che mette in conversazione il cinema con le arti e la realtà del mondo odierno. La Stagione 2018/2019 del Cineforum Genovese ritrova ancora una volta i punti fermi di questo discorso, con una proposta di titoli che si aggregano attorno ad alcuni argomenti di attualità, occasione di riflessione e luogo di confronto.
L’introduzione di questa Stagione 67 è affidata, seguendo un modello ormai caro al Cineforum Genovese, alla proiezione di un film classico: la scelta di quest’anno è caduta su L’Atalante di Jean Vigo, in occasione del restauro dell’opera omnia del cineasta francese realizzato nel 2017 da Gaumont con il supporto di CNC – Centre national du cinéma et de l’image animée presso i laboratori L’Immagine Ritrovata della Cineteca di Bologna, per celebrare questo capolavoro con la visione della versione più vicina all’originale che gli spettatori poterono ammirare alla sua uscita nel 1934.
Come d’abitudine i calendari del Cineforum Genovese trovano vita e ragion d’essere in alcuni temi o sotto-temi che si compongono attorno a piccoli gruppi di film della più recente produzione internazionale e la programmazione di quest’anno costruisce il suo filone forse  più significativo e corposo attorno al tema della donna e della femminilità nel mondo odierno: lo fa con titoli tra loro molto diversi, partendo dalle ladies di Lady bird della regista statunitense Greta Gerwig e di Lady Macbeth dell’inglese William Oldroyd (trasposizione della novella ottocentesca dello scrittore russo Nikolaj Semënovič Leskov), passando per L’intrusa del giovane e apprezzato Leonardo Di Costanzo e a Figlia mia di Laura Bispuri, per arrivare al bellissimo Una donna fantastica, ritratto ambiguo dell’argentino Sebastian Lélio che ha conquistato l’Oscar per il miglior film in lingua straniera.
Riflettere sul presente comporta anche il confronto con la storia e così scorrendo il calendario 2018/2019 si ritrovano accostati tra loro titoli come il poetico e interessantissimo sguardo sul presente italiano di Lazzaro felice di Alice Rohrwacher o il documentario Visages, villages, che ci parla della Francia contemporanea, a un affresco storico come quello de L’ora più buia (l’Inghilterra churchilliana in tempo di guerra) e allo splendido bianco e nero di 1945, dell’ungherese Ferenc Töröc, tratto da un racconto dello scrittore Gábor T. Szántó, che ci vuole parlare in realtà dell’odierna Ungheria di Orbàn.
In questa dinamica passato/presente vivono anche alcuni titoli appartenenti al versante più prossimo alla commedia, come La truffa dei Logan del maestro Steven Soderbergh e Il giovane Karl Marx, sguardo divertito sulla giovinezza del filosofo/economista in una coproduzione franco-tedesca a cui partecipa in veste di produttore anche quel Robert Guédiguian che da anni abbiamo imparato ad apprezzare come regista di storie semplici, di uomini e donne del proletariato della Francia del sud e che ritroviamo ancora nel nostro calendario con il suo film più recente, La casa sul mare: film vicino all’intimità dei personaggi proprio come lo è Corpo e anima, altro film ungherese firmato dalla regista e sceneggiatrice Ildikó Enyedi.
Confermando dunque questo modello di scelta e proposta di visioni e discussioni, il Cineforum Genovese rinnova altresì il suo impegno a non dimenticare le tradizioni, anche nei suoi rinnovamenti e nei suoi cambiamenti, con l’inclusione finale del Film dei Soci, sotto il segno di una tradizione.
Ancora una volta il Cineforum Genovese sottolinea il proposito che sta al cuore della sua proposta culturale: la visione unita alla discussione e il passato unito al presente in cui viviamo.

Buona visione.

Il Direttivo del Cineforum Genovese

(La presentazione della Stagione è stata preparata da Mathias Balbi)

 

 



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